Nel corso degli anni, vi abbiamo raccontato vita, morte e miracoli di ogni elemento del bagno. Ma qualcosa mancava ancora.
Abbiamo parlato delle origini del bagno tout court e di quello mobile, delle vicende che ci hanno portato ad avere un bagno in casa, persino dell’evoluzione della carta igienica. Ma il bagno è pensato per convogliare i frutti delle nostre deiezioni. E a chi spetta lo sporco lavoro di trasportarli lontano dal cuore (e dal naso)? Ovviamente al tubo.
In principio era il tronco
Qualcuno ad un certo punto scoprì che un tronco scavato poteva essere usato per far scorrere l’acqua, ma i puristi del tubo non l’hanno mai considerato tale. Meglio hanno fatto gli egiziani: è datato al 2750 a.C. un tubo di rame utilizzato per convogliare l’acqua potabile. Il tubo era ufficialmente nato. I romani hanno poi applicato la tecnologia del tubo in lungo e in largo; peccato li realizzassero generalmente in piombo, materiale non proprio healthy.
Non solo fluidi
Ma chi ha detto che il tubo può essere utilizzato per il solo trasporto di acque - fossero esse bianche, grigie o nere? Nei tubi sono scorse - e continuano a scorrere - sostanze chimiche in stato liquido o gassoso, carburanti, alimenti. Nel mondo scientifico, i tubi hanno contribuito alle misurazioni, contenendo di volta in volta mercurio, gas ionizzati, il vuoto. E, giocando di metafora, nei tubi sono passate le immagini (tubo catodico) e la luce (tubo al neon). Per un certo periodo, attraverso tubi è passata anche la corrispondenza: era la posta pneumatica, che sfruttava un sistema di tubi in pressione o sottovuoto per movimentare all’interno di grandi edifici buste e oggetti di piccole dimensioni. L’invenzione risale al 1806. E poi c’è l’idraulico più famoso del mondo.
Il tubo verde
Nel mondo di Super Mario, il tubo verde è… un normalissimo tubo verde che sbuca da una superficie, e (citiamo) “è uno degli elementi più iconici e famosi dei videogiochi della serie”. Il tubo permette a Mario di raggiungere altre zone, agendo da via di comunicazione; talvolta può fungere da cannone, sparando Mario in aria, o ospitare nemici.
I 15 minuti di celebrità del tubo
Infine, ricorderete forse la scena di Trainspotting nella quale Renton si tuffa in un water per recuperare un oggetto di sua proprietà, trovandosi così a nuotare lungo enormi condutture, fino al mare. Per il resto, la settima arte non ha mai dato molta attenzione al tubo, preferendo concentrarsi sulle fogne nelle quali vivono alligatori, tartarughe mutanti, terrificanti pagliacci. Fa eccezione il film d’animazione Giù per il tubo (2006), che il nostro protagonista ce l’ha addirittura nel titolo.
Quando il tubo diventa instagrammabile (e inclusivo)
A Berlino esistono dei labirintici tubi rosa (si trovano ad esempio a Potsdamer Platz). Si tratta di storiche condotte messe in opera per drenare la falda acquifera, che si trova a soli due metri dal suolo cittadino. L’intera rete di tubi - 60 km in tutto - è stata valorizzata in ottica turistica e sociale: il colore rosa risulterebbe il preferito dei bambini prima che vengano influenzati da stereotipi di genere; le forme geometriche, gli angoli e le curve, oltre che funzionali, sono divertenti ed emozionali.
Chi l’avrebbe mai detto? A Berlino anche un tubo può diventare una piccola attrazione… e una grande lezione di design inclusivo.